Alonissos nel cuore delle sporadi

Alonissos nel cuore delle sporadi

di Cristian Umili

 

E’ un’isola di 130km² ed è il centro del parco marino delle Sporadi Settentrionali in Grecia nel Mar Egeo.

Parlando di Grecia si ha subito in mente isole più vicine a noi come Corfù o Zante oppure la festaiola Mikonos o Santorini. Mentre di Schiatos, Skopelos o Alonissos se ne sente parlare poco e ancor meno se si pensa alle immersioni, partendo per questo viaggio ero curioso di conoscere questi fondali di cui ho trovato poco anche in internet, infatti dal punto di vista del turismo subacquei sono fondali vergini ancora poco sfruttati.

 

Alonissos

è l’isola più lontana dalla costa raggiungibile con il traghetto, è in buona parte ancora selvaggia ricca di macchia mediterranea e camminando per i sentieri si viene subito avvolti dagli odori forti e famigliari delle piante mediterranee. Il paese principale è Patitiri dove arrivano anche i traghetti e l’aliscafo, qui troviamo molti ristoranti e bar oltre a supermercati e panifici. E’ una cittadina tranquilla in cui tutto è a portata di cammino. Troviamo anche un museo dell’isola. Sempre in paese ci sono due centri immersioni il Triton Diving Center che ha la base operativa in porto compresa la comoda barca con ottima piattaforma posteriore, l’altro diving center è l’Ikion Diving che ha un ufficio a Patitiri ma ha la sua base operativa a Steni Vala, un piccolo borgo con molo appena fuori il centro abitato principale.

Patitiri nell’isola di Alonissos

Sull’isola sono presenti diverse possibilità di alloggio dal resort con animazione, all’hotel, al bed & breakfast come pure la parte ristorazione si va dal ristorante allo street food, c’è ne veramente per tutti i gusti.

Sull’isola troviamo molte spiagge sia libere che attrezzate, per poterle visitare consiglio il noleggio di una macchina. Da non perdere sicuramente è un aperitivo ad Alonissos old town essendo in posizione rialzata si gode di una vista mozzafiato; old town era il borgo originario che fu praticamente distrutto dal terremoto del 1965, solo dagli anni ’80 arrivarono sia inglesi che italiani e ricostruirono, oggi è un bel borgo in cui ritroviamo l’architettura greca delle isole.

A fianco ad Alonissos troviamo l’isola di Peristera che ha un’eccezionale importanza per via di antichi naufragi di epoca greca che dimostrano che le Sporadi eranoun antico incrocio di civiltà. Per tale ragione, la conservazione e valorizzazione di reperti antichi da parte dei servizi archeologici, in collaborazione con le autorità locali, costituisce una delle finalità più importanti del parco marino.

 

Le Immersioni

 Essendo parco marino ma anche zona archeologica le immersioni e sopratutto i siti di immersioni sono strettamente regolamentati e ne sono stati individuati 22 diversi sia come ambiente che come profondità, perciò indipendentemente dal livello le immersioni soddisferanno tutti. Il fondale in diversi punti scende rapidamente  fin oltre i 50 metri. Per ora i diving sono attrezzati per immersioni in aria e nitrox ma stanno già pensando di dotarsi di ricariche trimix visto il tipo di fondali.

Queste sono tre tipolgie di immersioni che potete trovare ad Alonissos:

 

  • Gorgonia Wall

in realtà ci sono tre siti di immersioni con pareti quasi verticali fino a circa 60 metri piene di gorgonie, si trovano tutte sul canale tra Alonissos e gli isolotti di Agios Georgios. Io ho fatto quella sulla punta di Agios Georgios che guarda Alonissos. L’acqua è cristallina, attorno ai 20 metri iniziano a vedersi dei bei ventagli di Eunicella cavolinii, man mano che si segue la parete verticale, attorno ai 25 metri, iniziano le gorgonie rosse (Paramurice clavata) sotto i 30 metri troviamo un bosco di grossi ventagli di grogonie rosse, a 45 metri ho iniziato a trovare qualche ramo di falso corallo nero mediterraneo (Gerardia savaglia). Attorno alle gorgonie troviamo gli immancabili Anthias e all’interno della foresta anche qualche murena, nella parte superficiale dell’immersione siamo accompagnati da un nuvolo di donzelle pavonine, qualche castagnola e possiamo trovare i nudibranchi: cretene, flabelline e deondici. In questa immersione mi sono fermato a 48 metri e guardando sotto di me vedevo il fondale a 60 e probabilmente più metri e questo muro di gorgonie che continuava. La tentazione di scendere di più c’è stata ma avevo una seconda immersione da fare e mi sono trattenuto.

immersione a Gorgonia Wall

  • Il Relitto delle anfore greche

Questo relitto sarà aperto al pubblico solo nel 2020 come test e poi dal 2222 saranno aperti altri 4 relitti con anfore posizionati a diverse profondità proprio per venire incontro sia ai neofiti che ai subacquei tecnici.

Il relitto che ho avuto la fortuna di visitare in anteprima si trova sull’isola di Peristera di fronte al borgo di Steni Vala su Alonissos, il relitto è all’interno di una baia ad una profondità che varia dai 25 ai 28 metri, le anfore greche sono tutte raggruppate e molte intere come se fossero ancora stivate nella barca di legno. Il relitto è del 5° secolo avanti Cristo, sono presenti due tipi di anfore: le anfore Peparethian prodotte nell’attuale Skopelos e anfore di tipo Mendaian costruite nella città di Chalkidice. Trasportava più di 1000 anfore per il trasporto di olio e vino; il primo strato di anfore è quello visibile poi ci sono altri due strati di anfore, è il mercantile più grosso ritrovato di quei tempi, per vederne di così grossi si dovrà aspettare l’epoca romana. All’interno delle anfore trovano riparo diversi apogon, sciarrani, murene e attaccati alle anfore c’è qualche grosso spirografo e spugna.

Immersione sul relitto di epoca greca

 

  • Il relitto del Christoforos

E’ una nave cargo, partita dal porto del Pireo in direzione dell’Algeria, nel 1983 fu sorpresa da una tempesta, cerco riparo nella baia di Panormos sull’isola di Skopelos, si ruppe un boccaporto e inizio ad imbarcare acqua, il 3 ottobre del 1983 di adagiò in assetto di navigazione su un fondale sabbioso di 42 metri.

La nave è lunga circa 82 metri, il ponte della nave si trova ad una profondità di circa 30 metri mentre la parte più alta inizia attorno ai 20 metri di profondità.

Scendendo dalla cima del pedagno, il relitto man mano che si scende prende forma e di vede bene la zona di prodiera perfettamente intatta, mettendosi davanti alla prua sembra che stia ancora navigando, solo le lamiere che toccano il fondo sono appena contorte, effetto del contatto con il fondale marino; risalendo la prua si arriva sul ponte dove troviamo il grosso argano delle ancore, proseguendo sorvoliamo le stive e arriviamo al cassero, all’interno troviamo presenza di cavi e altre strutture perciò se ci si vuole entrare lo si può fare ma bisogna essere esperti. La parte prodiera invece è la meno interessante perchè ci sono parecchie lamiere contorte e si capisce che la nave ha toccato il fondo prima con le eliche e il timone e poi solo in un secondo momento con la prua.

Il relitto è incrostato di spugne, idrozoi oltre alla presenza di qualche anthias, è una zona di passaggio per ricciole e altro grossi pesci a caccia.

Relitto del Christoforos

 

In collaborazione con Scubazone magazine