Primi passi con Photoshop

Primi passi con Photoshop

 

Una volta scattate le nostre immagini subacquee spesso necessitano  di una             post-produzione con programmi di fotoritocco, questo perchè a volte c’è necessità di affinare almeno il contrasto e la luminosità della nostra immagine. Il programma principe del fotoritocco è sicuramente Photoshop ma si possono usare anche altri programmi come Lightroom, Darktable o GIMP.

 

Se abbiamo scatto le fotografie in formato JPG lo potremo aprire direttamente con photoshop mentre se abbiamo scattato in formato RAW dovremo passare in prima istanza dal plug-in Camera RAW che ci permette di decodificare il file e rendere le informazioni leggibili e modificabili.

Con Photoshop troviamo anche Bridge, è uno strumento che ci permette di navigare tra le fotografie e ci fa vedere sia le anteprime dei file jpg che raw, inoltre è utile per archiviare le immagini in quanto possiamo inserire nei dati che accompagnano il file una didascalia, chi è il fotografo e il luogo di scatto e una classificazione tramite o “flag” o stelline, questi dati vengono chiamati IPTC li possiamo sempre modificare e dal momento che li inseriamo nel programma vengono scritti all’interno del file immagine così da seguire la fotografia o le copie.

Aprendo i dati IPTC possiamo inserire anche i nostri recapiti

 

Una volta scelta con bridge la fotografia da lavorare con Photoshop basta cliccare due volte su di essa e si aprirà nel programma, se è una fotografia raw insieme a photoshop si aprirà il plug-in Camera Raw, questo ci permetterà di decidere comodamente a casa davanti al computer il bilanciamento del bianco, la correzione dell’esposizione, scurire le alte luci (recupero) o schiarire le ombre (ombre) oltre a poter fare diverse cose fattibili con photoshop, consiglio di fare cose come il ritaglio, la saturazione con photoshop.

Una volta fatte le modifiche di base, se c’è necessità, la si apre su photoshop con il pulsante “apri immagine” ma prima di fare questo andiamo a vedere le impostazione nel basso della finestra di Camera Raw dove troviamo le impostazioni di profilo colore (sRGB, AdobeRGB, ProPhoto), la profondità colore (8 o 16bit), la dimensione dell’immagine e la risoluzione in punti per pollice (PPI).

  • Profilo colore: indica in parole povere (non mi voglio dilungare in questa sede perchè l’argomento è complesso e vasto) la tavolozza di sfumature di colore all’interno dell’immagine: la più ristretta è sRGB che viene usata nei nostri monitor e su internet, AdobeRGB è un po’ più estesa della precedente e la possiamo selezionare sulla nostra macchina fotografica se scattiamo in JPG, ProPhoto è la tavolozza più estesa che si usa in fotografia e la si può usare in pieno solo sviluppando i file raw ed è quella che consiglio in questa fase.
  • Profondità colore: ci indica quante informazioni troviamo in ogni canale che compone l’immagine. Se lavoriamo in tricromia useremo i canali Rosso, Verde e Blu (RGB), questo metodo è usato a video ed il metodo usato per creare la nostra fotografia nella macchina fotografica; o si lavora in quadricromia usando i canali, Ciano, Magenta Giallo e Nero (CMYK) che è il metodo di creazione dell’immagine in fase di stampa. Più bit abbiamo per ogni canale più informazioni abbiamo a disposizione per post-produrre la nostra immagine. Il formato jpg supporta solo 8 bit per canale mentre i file raw della macchina fotorgafica sono a 12 o 14 bit per canale in base alla macchina fotografica e in camera raw impostando 16bit/canale sfruttiamo il massimo che il nostro file può darci.
  • Dimensione dell’immagine: questa possiamo usare la nativa della macchina fotografica.
  • Risoluzione: per l’uso a monitor si usano 72 punti per pollice (PC) o 92 punti per pollice (Mac), mentre per la stampa di solito si usano i 300 punti per pollice che sono il massimo che il nostro occhio riesce a percepire, usarne di più non ci darebbe solo un file più grosso con poco beneficio. Perciò se dobbiamo elaborare l’immagine impostiamo 300.

Una volta aperta l’immagine su Photoshop possiamo individuare sulla sinistra la finestra degli strumenti dove troviamo gli strumenti di selezione nel primo segmento, gli strumenti di modifica delle immagini nel secondo segmento e poi nel terzo e quarto segmento strumenti vari.

Nella parte opposta troviamo le palette dei livelli (layer), dei colori, delle maschere di regolazione, storia, navigatore e altro; in alto il classico menu dei programmi e appena sotto uno spazio che cambia in base allo strumento e che ci permette varie regolazioni dello strumento stesso.

Struttura di Photoshop

La finestra degli strumenti di Photoshop

 

INIZIAMO A POST-PRODURRE UNA FOTOGRAFIA

Dopo aver modificato il bilanciamento del bianco ed altri eventuali parametri con Camera Raw, apriamo la nostra fotografia in photoshop. Nella palette dei livelli creiamo un nuovo livello vuoto che ci servirà per non modificare la fotografia originale, ora selezioniamo il timbro clone o il cerotto in base alle proprie preferenze, impostiamo in alto la campionatura su tutti i livelli e iniziamo a cancellare i puntini di sospensione, lavorando a pixel reali.

Dopo aver ripulito l’immagine andiamo a fare piccoli ritocchi sul contrasto, luminosità creando un livello di regolazione con lo strumento curve o livello (level), anche qui usate quello che volete ma per i principianti sicuramente il livello (level) è più facile da usare: in questo strumento troveremo un istogramma dove a sinistra avrei i neri (valore 0) e a destra i bianchi (valore 255) ed in mezzo i toni di grigi; spostando verso il centro del grafico i due triangolini nero e bianco aumenteremo il contrasto dell’immagine invece muovendo il triangolino grigio in mezzo potremo schiarire o scurire la nostra immagine.

 

Camera Raw

Riduciamo un poco l’esposizione, recuperiamo le alte luce con Camera Raw

Deifiniamo spazio colore, profondità colore e risoluzione prima di aprire la fotografia con Photoshop

 

Fatto questo creiamo un livello contenente l’immagine con le modifiche fatte fino ad ora con i tasti ctrl+alt+shift+E (per Mac sostituire ctrl con cmd), togliendo l’occhietto dal fianco del livello di regolazione e da quello in cui abbiamo cancellato la sospensione possiamo vedere la differenza tra l’immagine di partenza e il risultato attuale.

Possiamo decidere di tagliare l’immagine con la taglierina, qui possiamo impostagli già le dimensioni di taglio per avere una stampa di una certa dimensione per es. 20x30cm, nel caso mancassero dei pixel per poter avere quella dimensione il programma li interpola ossia cerca tramite dei calcoli di ricreare quelli mancanti.

Per rendere la nostra fotografia più nitida possiamo usare il filtro “maschera di contrasto” che permette di contrastare i bordi dei pixel che compongono l’immagine, nella finestra troviamo tre slider: soglia che per iniziare può rimanere a 0; raggio che per una immagine 20×30 o 30x45cm può rimanere attorno a 1 pixel; raggio questo va alzato guardando sia il risultato totale dell’immagine che si vede sotto la finestra sia usando il quadrato al 100% all’interno della finestra strumento e va valutata ad occhio, se è troppo granulosa abbiamo esagerato. Spesso la maschera di contrasto si usa in fondo alla post-produzione.

Se ci accorgiamo che l’occhio del pesce si è schiarito possiamo usare lo strumento brucia per scurirlo: lavora come un pennello perciò è comandato da noi ed agisce solo dove noi andiamo ad applicarlo. Oltre che nel centro dell’occhio possiamo passarlo in alcune zone scure per rendere l’occhio più tridimensionale.

Una volta finito possiamo salvare il file in formato PSD con o senza i livelli e tenendo i 16bit di profondità colore, formato TIFF che è un formato non compresso e anche questo permette di salvare l’immagine a 16bit pur risultando più pesante del file PSD, e per ultimo il duttile JPG che è un file compresso e che supporto solo gli 8 bit per canale. In ogni file possiamo inserire tra le informazioni anche quello del profilo colore, però se è un file che serve per vedere a monito vi consiglio per avere una corrispondenza dei colori adeguata di cambiare il profilo colore da ProPhoto a sRGB.

Quella descritta è una delle vie per poter arrivare allo stesso risultato, con Photoshop spesso ci sono molte vie differenti che portano allo stesso risultato perciò quando si usa questo programma si deve essere aperti di mente e flessibili.

 

Creiamo un livello di regolazione con il livello (level)

Una volta creata una copia dell’immagine modificata andiamo a ritagliare con la taglierina

Usiamo lo strumento brucia e andiamo a selezionare un pennello con bordo sfumato e diametro adeguato.

Finito di lavorare con lo strumento brucia.

Applichiamo una maschera di contrasto

 

 

 

BOX FILE RAW:

Il file raw, che ha estensioni differenti in base alla marca

Nikon —–> NEF

Canon —–> CR2

Olympus → ORF

Fuji ——–> RAF

ecc…

è un file in cui la macchina fotografica archivia tutte le informazioni grezza che il sensore registra e tramite dei programmi appositi che riescono a decodificare queste informazioni ed è per questo che abbiamo la possibilità di usare un profilo colore più ampio come il ProPhoto e riusciamo a modificare il bilanciamento del bianco come se lo stessimo facendo in camera nel momento di scatto.

Ogni modello di macchina fotografica genere un file raw proprio ed è per questo che se scattiamo con una macchina appena uscita sul mercato sicuramente Camera Raw non sarà in grado di decodificarlo e perciò aprirlo finchè non lo si aggiorna con i nuovi codec.