Il Flash Off-Camera

Il Flash Off-Camera

di Cristian Umili

 

Nella fotosub di solito per semplicità si usano due flash collegati alla custodia attraverso dei braccetti snodati, il tutto permette di essere compatto e gestibile velocemente potenso anche variare l’illuminazione. Se vogliamo ottenere effetti particolari oppure illuminare ampie sale interne di relitti o grotte possiamo usare uno o più flash staccati dalla macchina e posizionarli in punti strategici o consegnarli nelle mani di altri subacquei che ci faranno da assistenti per illuminare al meglio il tutto.

 

Per poter comandare un flash lontano dalla macchina fotografica sott’acqua abbiamo due possibilità, la prima per motivi pratici e logistici è praticamente inattuabile, ossia usare un cavo lungo (tradizionale o in fibra ottica). Svolgere un cavo lungo a parte che entre in fotografia, nel lavorare si solleva sempre sospensione.

 

Il secondo metodo è quello di usare una fotocellula o slave, esistono flash con la fotocellula incorporata e altri no ma esistono in commercio anche delle fotocellulare da collegare ai cavi flash con lo spinotto tipo Nikonos5. La fotocellula non è altro che un sensore che quando sente la luce emessa da un altro flash fa scattare il flash a cui è collegata o incorporata. Il flash che scatta con fotocellula viene chiamato anche slave (schiavo) perchè scatta solo se un’altro flash scatta; il problema può esserci se ci sono più fotografi che scattano vicno a noi e allora anche il nostro flash slave potrebbe scattare a vuoto.

 

In molti flash con fotocellula incorporata, questa è posizionata frontalmente  nella parabola flash, questa fa si che per funzionare il flash stesso deve essere rivolto almeno parzialmente verso la macchina fotografica, usando invece una fotocellula da applicare alla fine del cavo a 5 poli di tipo Nikonos5 la parabola del flash slave può essere rivolta dalla parte opposta o anche posta alla spalle di un subacqueo.

Spinotto a 5 poli tipo Nikono5


Fotocellula “Triggerfish” da avvitare allo spinotto tipo Nikonos 5

 

Flash con fotocellula incorporate, per farlo funzionare come slave basta selezionare “Slave” e impostare la potenza.

Un flash con cavo tradizionale e la fotocellula alla fine del cavo.

Il flash usato in Slave lavora solo in modalità manuale perciò saremo noi a decidere la potenza con l’apposito selettore delle potenze, ci sono flash con solo 2 potenze (piena e ½) altri invece che arrivano fino ad 1/64 di potenza. Più step abbiamo più possiamo controllare meglio la potenza della luce emessa.

 

COME ESPORRE IL FLASH

L’esposizione del flash si comanda grazie ai diaframmi, nel caso di uso dei falsh in manuale possiamo usare il numero guida del flash per sapere quale diaframma usare con il soggetto ad una certa distanza, il Numero Guida è dato dalla scehda tecnica del flash, se si recupera il Numero Guida in aria questa va diviso per tre per sapere il Numero Guida in acqua (che è quello che ci interessa). Il calcolo è così fatto, riferito ad un flash solo:

 

Diaframma f =  Numero Guida / Distanza reale in metri

Alcuni flash hanno già in dotazione delle tabelle oppure per semplificarci la vita possiamo crearne una per ogni flash.

Tabella di un vecchio flash per sapere  che diaframma usare in base alla distanza del soggetto.

Il flash slave di solito illumina una parte non illuminata dai flash collegati alla macchina questo porta a dover fare i calcoli come abbiamo visto sopra in quanto la quantità di luce emessa non si somma con quella degli altri flash. Più flash off-camera usiamo e più i coni di luce si sovrappongono più dovremo fare dei calcoli complessi, però consiglio di non strafare prima si inizia con uno per poi aumentare, anche perchè sott’acqua non è facile gestire tanti flash, questo richiede tempo e può essere accettabile solo se abbiamo in mente al massimo un paio di scatti da fare per tutta un’immersione. Se invece vogliamo anche visitare un po’ il fondale marino già un flash in slave da piazzare e gestire ci darà dei grattacapi.

 

IN PRATICA

Il flash off-camera può essere utilizzato sia nella macrofotografia che con la fotografia ambiente; nella macrofotografia può venire utile se fotografiamo soggetti pressochè fermi e montiamo uno snoot su di esso, infatti una volta trovata la posizione e centrato il fascio di luce il tutto rimane puntato anche se noi ci muoviamo, la cosa si può fare solo se usiamo la fotocellula da montare sullo spinotto flash perchè altrimenti con lo snoot l’eventuale fotocellula incorporata sarebbe schermata dallo snoot stesso e non scattarebbe il flash.

Nella fotografia ambiente (grandangolo) invece è utile come punto luce distante per dare le dimensioni, o per illuminare una volta di una grotta o l’interno di un relitto.

Alcuni flash possono essere leggeri in acqua perciò mantenere a fatica la posizione per questo dobbiamo verificarne l’assetto ma di solito accopiandoli con un piccolo trepiedi si rende il tutto negativo e stabile, spesso si usano i gorillapod o similari che per via della loro forma snodata permettono anche di decide l’altezza dal fondo ma anche di poter essere bloccati attorno a delle roccie e perfino appendere il flash a testa in giù oppure bloccati sulle bombole.

Per quanto riguarda la potenza, se usiamo il flash in slave per illuminare una volta di una grotta o l’interno di un relitto facciamo il calcolo del numero guida, se invece decidiamo che il flash sia puntato anche solo parzialmente verso la macchina

fotografica dovremmo sottoesporre molto per non avere un effetto fastidioso.

Per poter posizionare il flash come vogliamo possiamo montarlo su un gorillapod.

Alcuni scatti esemplificativi con il grandangolo (le foto hanno il solo scopo di esempio)

Fotografia con due flash attaccati alla custodia

Terzo flash slave con fotocellula incorporata, in questo caso è troppo rivolto verso la macchina fotografica e crea una macchia bianca fastidiosa

Terzo flash slave con fotocellula incorporata, in questo caso  il falsh è stato rivolto verso il mare aperto per dare solo un effetto di lontananza.

Con il flash slave posizionato e stando ad una certa altezza dal fondo entra in camera creando un elemento di disturbo e non un plus

Abbassando il punto di ripresa il flash slave viene coperto dalla posidonia creando un alone gradevole sulla cima della posidonia.